La sostanza dove io manco


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Gerard Schlosser

Mariangela Gualtieri da Antenata

La sostanza dove io manco è tutta avvolta nella coperta di lana.
Di quelli che più volte ho toccato ricordo le 
mani le facce le pance le voci le pettinature.
Mi stanno 
aiutando.

Enigma: io sono la mancanza – la mancanza che sono – sono ciò da cui manco – sono tutta mancanza – e non c’è nostalgia – neppure lontananza – essendo ciò che 
manca – adesso e sempre – io

La parola amore


3b5c5ba47709b20c84a583329b570befMariangela Gualtieri da Le giovani parole

Ormai è sazio
di ferite e di cielo. Si chiama uomo. Si chiama donna. È qui
nel celeste del pianeta – dice mamma. Dice cane
o aurora.
La parola amore l’ha inventata
intrappolato nel gelo.
Perso. Lontano. Solo. L’ha scritta
con ditate di rosso
in un silenzio caduto giù
dalla neve.

Brucia Taormina


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Fire in the box di Tanapol Kaewpring 2010

BRUCIA TAORMINA

(20 marzo 2015)

Ad ottobre del 2015 una mia amica mi chiede di accompagnarla in Sicilia per lavoro e io accetto, avevo voglia di distrarmi a causa di una storia che avevo chiuso nel mese precedente. Durante il viaggio chiedo di fermarci a Taormina per visitare il Teatro Greco, una tappa obbligatoria e io ero piena di entusiasmo all’idea. Quando ho visto la bellezza dell’arte unita a quella del paesaggio sono rimasta estasiata, ero lì ferma con lo sguardo perso a 360 gradi. Ma quello che ho visto era molto di più, l’Inferno in quel Teatro.

Troppo, troppo forte quello che provavo, una vertigine, non potevo più guardare …

Volevo che sparisse tutto, che l’Etna ingoiasse tutto davanti a me fino al limite dei miei piedi, veder sprofondare tutto e poi davanti al nulla andare via finalmente in pace.

Invece sono andata via io annientata. Ho lasciato la mia amica e mi sono recata a Stromboli, un altro vulcano, ma nessun Teatro con dentro l’Inferno.

Il fuoco non ha bruciato Taormina ma me. Racconto quest’esperienza perché oggi un amico che non vedevo da anni mi ha guardata e ha detto: sei come l’araba fenice. E io ho pensato subito a Taormina. E’ vero, risorgo … sempre. Brucia invece adesso Taormina e che non risorga mai più.

P.S.

oggi Domenica delle Palme. Nella simbologia cristiana si pensa che la pianta nel fiorire e generare i frutti (e quindi i semi) muore: il legame con il martirio è quindi dovuto a una simbologia di sacrificio. Infatti nella simbologia cristiana, la palma è presente fin dall’epoca paleocristiana ed è legata a un passo dei Salmi, dove si dice che come fiorirà la palma così farà il giusto. Rimanda così all’entrata trionfale di Gesù Cristo in Gerusalemme (Vangeli, Giovanni 12,13) prefigurando in anticipo la Resurrezione dopo la morte.

Come rinascita iniziatica, la troviamo nell’antica simbologia greca accanto alla fiaccola ardente, simbolo del sole, fuoco e luce. Si collega infine alla fenice, associata alla palma sin dalla tradizione degli antichi egizi, e arrivati sino a noi attraverso il deposito culturale cristiano.

Resurrezione, quindi, rinascita.

“Post fata resurgo” (“dopo la morte torno ad alzarmi” epiteto della fenice).

Buona Domenica delle Palme a tutti.