La mattina verso le cinque mi sveglio, un nodo mi stringe la gola e lo stomaco. Allora mi alzo, faccio il caffè e con la gatta sulle ginocchia fumo la prima sigaretta. Oggi ho capito cos’è: non è insonnia, non è fame (sono a dieta), non è ansia. È il dolore, l’ho riconosciuto, ci convivevo senza capirlo, e ho capito anche perché è lì: non ha voce, sta lì bloccato tra la gola e lo stomaco. Posso dire che sono mesi che sto bene, nella pace dei sensi: non provo nulla, non ho desideri, non ho nulla da dire e nulla mi turba. Quel nodo sta lì soffocato, lo so … e so anche perché e cosa vorrebbe urlare. Ma l’ho già fatto e ora non c’è più niente da dire. Ognuno convive con il proprio dolore, non tutti ne sono consapevoli. Tolstoj disse: tutte le famiglie felici si somigliano, ognuna è infelice a modo suo.
Piove stamattina, sto a casa con le mie capriole di fumo.

un risveglio per niente piacevole….
un saluto da un Partenopeo come te 🙂
(addà passà ‘a nuttata)
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Grazie Antonio, mi passerà, il tempo guarisce tutto. Non sei su wordpress, che peccato 😘
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….ma puoi ugualmente leggermi se entri nel mio blog 🙂
buon pomeriggio (piovoso)
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Verrò a trovarti ☺
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Quel dolore vago che vorremmo anonimo e che invece ha un nome e un responsabile
ml
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Ha un nome ma sono io che mi faccio del male
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