L’intimità iper-realistica dei corpi


Gerard Schlosser è un pittore francese nato il 12 giugno 1931 a Lille (ha 84 anni). Vive e lavora a Parigi. È tra miei artisti preferiti. Il suo genere stilistico è l’iperrealismo.Non c’è praticamente alcuna informazione su di lui su Internet.

Schlosser ritrae momenti intimi della vita quotidiana con un’abilità perfezionata nel corso della sua carriera. Il pittore utilizza fotografie, isolando particolari parti del corpo e paesaggi, li ritaglia e crea dei collage, realizza così una nuova immagine, isolati al centro della scena dei suoi quadri. Ecco alcune delle foto sulle quali ha lavorato:

La maggior parte sono scene all’aperto, in giornate dal cielo limpido e in piena luce. Alcuni dipinti rappresentano invece solo particolari del paesaggio come l’erba estiva seccata dal sole, parti di un bosco visto dal di fuori.

Sono tutte parti di un’unica realtà, parti dove l’occhio dell’artista si è soffermato per un breve istante, cogliendo il mistero e la bellezza, che in questo modo si eguagliano. E’ come un grande puzzle, vediamo solo dei pezzi e l’immaginazione ci porta a pensare alla realtà unica, ma è possibile? Esiste la realtà che noi immaginiamo e quella che l’artista ha visto. Sono come dei fotogrammi bloccati di un film e Schlosser è l’occhio-telecamera, un pittore-regista, non solo un occhio.

La scelta dei soggetti, un ombelico un seno nudo delle gambe, espongono una intimità furtivamente rubata dall’occhio dell’artista, la loro semplicità staccata da qualsiasi azione e dal contesto generale, privano le immagini di una carica erotica.

L’occhio è attratto in dall’incredibile perizia tecnica non rendendosi conto che in realtà non sono immagini realistiche, il colore degli abiti è puro senza sfumature di toni, i contorni sono netti, gli elementi non sono in relazione fra loro. L’omissione dei volti nei soggetti dà alle rappresentazioni ritagliate un alone di mistero sul racconto/film che l’artista mette in scena. Ma la storia resta sconosciuta.

La mancanza di un racconto crea uno spazio vuoto, intenzionale, che permette allo spettatore di sovrapporre esperienze personali ed emozioni, un rendering non solo grafico ma un processo di generazione di sentimenti che tramite la memoria li colleghiamo alle immagini.

Questa caratteristica unica in effetti attribuisce una variabile narrativa ai ritratti ultra-fedeli. I miei dipinti preferiti sono questi:

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Vi propongo un video di una mostra delle sue opere nell’unica galleria a Parigi dove espone, Galerie Lauren Stroke.

3 pensieri riguardo “L’intimità iper-realistica dei corpi

  1. Ciao, Dimitilla. Non conoscevo questo pittore e ho trovato molto bella quella che giustamente definisci l’intimità dell’iper-realismo dei suoi quadri. Rendere ipervisibili certi dettagli crea un effetto evocativo e misterioso di tutto ciò che non si vede. Belle le scelte dei particolari, i colori sembrano narrare. Grazie di questa scoperta.

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    1. Mi fa piacere che ti sia piaciuto. Ho deciso di parlare di artisti che la critica contemporanea snobba un po perché figurativi, oggi questo genere si considera superato. Di proposito proporrò sia artisti concettuali e astratti che quelli figurativi, tra fine Ottocento fino ai nostri giorni, per dare un panorama artistico completo. La scelta naturalmente è in base alle mie preferenze.

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