Era bello


27.06.2015

  • LUI : Comunque a me piaceva farlo con te
  • IO : Anche a me, ma so cosa pensi e so le tue convinzioni
  • LUI: Bhe allora dimmele così le scopro pure io
  • IO: L’amore non è bello se non lo fai con me, allora che ti meravigli?
  • LUI: Bambini?
  • LUI: Nannini?
  • IO: Si, te l’ho sempre dedicata ma non l’hai mai ascoltata
  • LUI: Bhe, è pretenziosa non credi?
  • IO: No, tu sei presuntuoso e orgoglioso
  • IO: E capatosta
  • IO: Stai pensando?
  • LUI: Scusa, la frase è chiara … Dici a me che posso godere solo con te
  • LUI: È presuntuosa da parte tua
  • IO: No. La Bellezza del sesso è diversa dal godimento. Insieme era bello. Tu pensi solo al godimento. […..] Ci stai pensando? Vogliamo aspettare e far passare altri tre mesi?
  • LUI: Daniela, a me sembri confusa
  • IO: Ti sto prendendo in giro, ma fare l’amore con te per me era bello
  • LUI: Era bello farlo insieme è vero
  • IO: Esatto
  • LUI: E con molte altre non lo è stato. Ma non ti mettere in competizione, per favore
  • IO: Assolutamente. Non mi interessa, non è il sesso che mi interessa di te
  • LUI: Ah no? Pensavo di sì.
  • IO: Tutto intero, e tu mi hai detto di no
  • LUI: Vero. E quei motivi sono rimasti
  • IO: Ti dissi che potevamo continuare a vederci facendo solo sesso, ma tu non volesti
  • LUI: Esatto. Per cui, vederci ???
  • IO: solo sesso?
  • LUI: Non funziona e lo sai
  • IO: sei tu confuso
  • LUI: Ahhhhh no
  • IO: Ahhhhh si
  • LUI: Ti assicuro su questo no
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E QUEI MOTIVI SONO RIMASTI

 

L’abbandono assoluto


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The silky robe by Johanna Harmon 1968

Qualche anno fa lessi il romanzo  La casa delle belle addormentate dello scrittore giapponese Yasunari Kawabata (Osaka 1899 – Zushi 1972), Premio Nobel per la letteratura nel 1968, definito da Goffredo Parise “capolavoro della vecchiaia”, della morte, dell’amore, della sessualità, della memoria [fonte Wikipedia].

La trama era molto particolare: il protagonista, Eguchi si reca in un postribolo dove i clienti possono trascorrere la notte con giovanissime donne addormentate da un potente narcotico. I frequentatori della casa devono sottostare ad una regola ben precisa: non possono svegliare nè molestare le belle dormienti per nessun motivo.

Un piacere incontrollabile produceva l’ammirare quei corpi di donna addormentati per poi addormentarsi fra le loro braccia. La  contemplazione dei corpi portava la mente del protagonista, in una oscillazione tra veglia e sonno, tra il risvegliarsi dei sensi e il loro sopirsi, ad abbandonarsi al flusso dei ricordi che si mescolavano ai sogni. 

Quando lessi questo romanzo ne rimasi molto colpita. L’esperienza di un piacere totale legato al semplice dormire accanto ad un’altra persona di cui non sai nulla e col quale non hai alcun tipo di rapporto, mi lasciava nella completa ignoranza.

Dormire insieme alla persona che si ama è uno dei più grandi piaceri. Il “dormire” è una condizione talmente personale e intima che si condivide solo con poche persone e in condizioni particolari, altrimenti si dorme da soli.

Ebbene, per me oggi il romanzo di Kawabata ha acquisito un senso. Da un po di tempo ho un desiderio: addormentarmi la sera fra le braccia di un uomo, vorrei il calore la forza la dolcezza del suo corpo, chiudere gli occhi sul corpo di un altro, niente di più. Non sto dicendo che voglio dormire con un uomo che amo o col quale ho fatto sesso, nooooooo  !!!!! Desidero proprio l’abbandono assoluto senza nessuna implicazione. È una fantasia? Io penso sia altro ma non so spiegarlo.

Il sonno di una donna fa parte dei suoi misteri. Gli artisti riescono a comprenderlo, come ha scritto Kawabata nel suo romanzo, e come alcuni pittori, che ne sono affascinati. Vi propongo a chiusura dei miei pensieri i dipinti che rappresentano quest’enigma.

Il dandy Yinka Shonibare: se la società non mi vuole, io la rifiuto


Yinka Shonibare MBE (Ordine dell’Impero Britannico, tra le più alte onorificenze),  è un artista nigeriano, nato a Londra nel 1962, dove vive e lavora attualmente. Il suo stile è caratterizzato dalla fusione di universi diversi, la cultura afro con quella british. Shonibare, anche se nato in Inghilterra, ha avuto in questo paese le stesse difficoltà dei suoi connazionali emigrati alla ricerca di una vita migliore. Nei lavori dell’artista non c’è però una palese denuncia moralista del sistema sociale. Quella che viene mostrata è la bellezza estetica nella fusione delle due culture, visibile al primo sguardo, ma a livello allegorico il significato che viene espresso è molto più forte. L’atteggiamento mentale di Shonibare da “dandy” contemporaneo è dunque questa: se la società non mi vuole, io la rifiuto. Egli non ammette mai come positiva l’accettazione sociale grazie al suo ruolo di artista, anzi, approfitta del suo ruolo per deridere ironicamente il pubblico.

Shonibare, il dandy, il degenerato, usa la carta della “differenza tollerabile” , del suo essere un artista, per lanciare messaggi sovversivi, come la seduzione e la trasgressione, lo humour, la parodia.

Il bisogno di sovvertire e di ribellione dissacratoria, di questo artista afro-britannico, si palesa nella serie di tableaux fotografici intitolata “Diario di un Dandy Vittoriano” (1998) in cui egli stesso, ironicamente, interpreta il personaggio principale della messa in scena, ispirata al ciclo di quadri di William Hogart “La carriera di un libertino” (1732-33) che potete vedere qui di seguito elencati:

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Nei panni della figura del dandy nero, l’artista troneggia al centro di ogni immagine, magnifico e sprezzante, circondato da uomini e donne in costume che, con espressioni enfatiche e gesti esageratamente teatrali, si mostrano vittime del suo fascino:

Shonibare capovolge/stravolge le gerarchie a cui siamo mentalmente abituati nella tradizione artistica della cultura occidentale, in cui la figura del nero è praticamente assente, oppure è usata come elemento pittoresco o in ruoli subalterni. Il ribaltamento dei ruoli è tuttavia rappresentato con modi kitsch che suggeriscono l’idea che la Storia possa essere altrettanto falsa della finzione.

Tre sono gli elementi caratteristici del suo stile: il fascino della seduzione, il potere della finzione, la vulnerabilità del desiderio, e tutto realizzato spesso nel suo lavoro con un uso smodato dei colori, bagliori, suggestioni. Come dice lo stesso Shonibare:

L’eccesso è il solo mezzo di sovversione legittimo: rifiuta la povertà e la povertà rifiuterà te. L’ibridizzazione è una forma di disobbedienza, una disobbedienza parassitaria rispetto alla specie ospite, una forma eccessiva di libido, è sesso gioioso. L’unica disobbedienza consentita consiste nell’impossibilità di obbedire a tutti, il produrre un oggetto d’arte che, proprio in virtù delle sue stesse ambivalenze, nega ogni nozione di lealtà. Vorrei produrre il fantastico, cerco di raggiungere l’estasi. Desidero ardentemente il godimento, il mio desiderio di una bellezza radicale mi provoca un genere di dolore che mi colpisce fino in fondo all’anima“.

La provocazione, lo scandalo, raggiungono il culmine della perfezione estetica, del godimento visivo, nelle sue installazioni con manichini decapitati, abbigliati con costumi tipicamente settecenteschi, ma riprodotti con stoffe a stampe batik, tipicamente africane. Shonibare ripropone i celebri capolavori del periodo (sono citati esplicitamente artisti come Gainsborough, Fragonard, Hogart), in tre dimensioni, tra trine, pizzi, volant, bagliori dorati, anche se i manichini decapitati ricordano con umorismo quele sarà il destino violento che metterà fine al lusso e alla voluttà dell’ aristocrazia.

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Gli abiti sono quindi una facciata, e gli abiti di Shonibare sono uno schermo su cui l’artista proietta le diverse identità sociali. Egli stesso afferma:

“Il degenerato etnico deve abbigliarsi per impressionare, il dandismo per il degenerato è tutt’altro che frivolo, è un modo di prendersi la propria libertà”

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Jannis Ritsos – gomitolo di piume


(Dipinto di Ramon Casas i Carbo)

GOMITOLO DI PIUME 

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo

mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.

Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata

a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,

gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani

sui ginocchi, mettendo in mostra provocante

i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;

ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli

che mi coprono gli occhi – perché ti vedo più profondamente così. Dunque,

come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così

sotto i bianchissimi meli in fiore in nessun paradiso.

 

“quando andrai”, quando più non ci sarà la possibilità di vivere concretamente l’oggetto del desiderio, quel corpo che  è stato vissuto tacendo (e in questa parola c’è tutto il senso della composizione), sentirai dentro di te quello che hai provato su quel corpo, ma non ci saranno parole per poter descrivere: anche se vorrebbe, la “poesia non ha voce” . “Devi ricordarmi così… coi piedi sporchi e i capelli che coprono gli occhi… perché ti vedo più profondamente così “. Lei aveva gli occhi coperti ma lo vedeva bene, profondamente. Lui vedeva soltanto dei piedi sporchi. Dunque, nel ricordo, al poeta non resta che il silenzio e confessare che la più alta poesia erano quei piedi, “bianchissimi meli in fiore “(e non sporchi e impolverati); in nessun Paradiso la Poesia ha mai camminato così, cioè era perfettamente espressa come in quei piedi. Il corpo che il poeta vedeva era un “gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia”, una donna che camminava a piedi nudi e diceva “ricordami così”, quasi un ammonimento all’uomo che la guarda sapendo che domani non ci sarà e resterà solo il ricordo. Ma di cosa? La sua dolcezza e passione, piume seta e fiamma selvaggia, il dono di sé ad un uomo che lo ha vissuto tacendo e che ora non può dire più nulla.

 

 

L’appuntamento del venerdì


Da diversi anni, ogni venerdì ho un appuntamento a cui cerco di non mancare, il Wunderkammer.

Wunderkammer è un’associazione, creata dall’ architetto Diego Nuzzo, che organizza eventi che si svolgono ogni venerdì, alle ore 21,00, in luoghi affascinanti, intriganti ed esclusivi della città di Napoli, ma ignoti. La formula prevede l’invito tramite mail; a chi aderisce e prenota, sarà rivelato solo poche ore prima dell’appuntamento, sempre tramite mediante una email, il luogo dove si terrà l’evento.

Wunderkammer organizza spettacoli teatrali e musicali, reading e incontri con gli autori, homeating, serate di beneficenza. Vi riporto il link dell’homeating che si tiene nella casa dell’architetto Diego Nuzzo, una delle case più belle di Napoli:

http://www.homeating.com/it/location-wunderkammer/11

Diego è un mio carissimo amico e una persona particolare, ogni evento da lui organizzato si svolge grazie al suo indiscusso carisma: tesse i rapporti professionali e di amicizia creando spazi dove tutti possono sentirsi partecipi e a proprio agio. Incontri i tuoi amici ma conosci anche sempre nuove persone, soprattutto hai l’opportunità di conoscere Napoli, nell’intimità esclusiva delle dimore private più belle della città, studi e laboratori privati, gallerie d’arte o nell’incanto dei monumenti artistici.

Venerdì 3 febbraio infatti, sono stata allo spettacolo “Shakespeare’s tea” tenutosi in una dimora storica del 700.

20170205_074820Ecco alcune foto della serata; la casa che ci ha ospitato:

L’aperitivo prima dello spettacolo:

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Gli amici di Wunderkammer:

La consegna del “memento” alla padrona di casa, Tatiana Chafcouloff, architetto ed artista:

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Sasy, fashion designer e chef, tra gli organizzatori del Wunderkammer, compagno sostegno spalla / braccio destro di Diego e autore del blog :https://lightmagazineweb.wordpress.com/

Gli attori di “Shakespeare’ s Tea” :

Gente da Wunderkammer….

Dopo ogni spettacolo, la nostra amica Maria Sibilio scrive una recensione dell’evento. Vi riporto quella che ha scritto per “Shakespeare’s tea”

https://m.facebook.com/events/754420464723140?view=permalink&id=757076844457502

Si può riuscire, massacrando per scelta (?) avanguardistica un Autore come Shakespeare, a rappresentare la celebrazione della morte del teatro?

Sì!

È avvenuto ieri sera a Wunderkammer nello spettacolo “Shakespeare’s tea”prodotto da Liberaimago con la regia di Fabio Pisano.

Nella calda atmosfera di una stupefacente casa del ‘700 si è consumato il “misfatto”, attraverso un viaggio parodistico e frammentario all’interno di opere del Bardo (sonetti, commedie, drammi), apparentemente innovativo e iconoclastico.

Nella intenzione dell’autore, parodia della moda delle avanguardie o del classico? Nel primo caso, operazione perfettamente riuscita. Se no, agli spettatori l’ “ardua sentenza “.

Indubitabili sono stati il talento e la bravura degli attori (Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Ciro Giordano Zangaro, Fabio Pisano) che hanno strappato applausi calorosi e prolungati soprattutto quando la parodia prendeva la direzione farsesca della Commedia dell’Arte con accentuazioni dialettali diverse e registri espressivi decisamente più caricati, forse messi maggiormente in risalto dall’alternanza con una declamazione più compassata dei sonetti.

Efficace la sottolineatura, da madrigale, del violino di Viviana Ulisse.

Ringrazio Giancarlo De Luca per le fotografie. Appuntamento venerdì al prossimo spettacolo.

Sabato 4 febbraio a Paestum


Stamattina  sono stata a Paestum, quest’inverno sto facendo dei lavori di manutenzione alla casa così per la primavera sarà pronta. Che casino …

Dovrò seguire i lavori quindi mi rechero’ spesso nei prossimi mesi. Ma non mi dispiace, è un ‘occasione per fare una passeggiata al mare, anche in una giornata come questa, con vento e pioggia, a me il mare piace sempre.

Orme e tracce sulla sabbia bagnata.

Ombre leggere del sole invernale.

Legna e conchiglia erosa dal mare.

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Attraverso la pineta, torno a casa, accendo il focolare e in città più non vo’ tornare.

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Manzo in crosta di caffè e ginepro, emulsione di tuorlo e crema di toma piemontese.


Proposta del giorno del mio amico chef Sasy. Vi consiglio di visitare il suo blog per avere tutte le informazioni sulle sue opere d’arte culinaria ❤

Avatar di Light

Quando cucino un filetto di manzo ho una sola regola: mangiarlo al sangue. Per il resto non ho tabù e mi diverto a giocare con ingredienti e contrasti. In questa ricetta avremo un sapore affumicato  con l’uso del caffè, un tocco di dolcezza con la crema di toma e l’esaltazione dei vari sapori grazie all’emulsione di tuorlo.

Ingredienti per 4 persone

-1 kg di filetto di manzo

-4 cucchiai di caffè macinato

-10 bacche di ginepro

-3 uova freschissime

-200 g di toma piemontese D.O.P.

-250 ml di panna fresca

Procedimento:

In una ciotola mescolate il caffè in polvere, un pizzico di sale e le bacche di ginepro tritate finemente, disponete il tutto su un piatto molto grande e adagiate sopra le polveri il pezzo di filetto. Iniziate a massaggiarlo girandolo su se stesso per far si che le polveri aderiscano su tutta la carne. Disponete il filetto in una pirofila…

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Me? sarcastic? Never.


Ho notato che pubblicando gli articoli “I grandi classici della poesia italiana” letti da Carmen di Pietro, non è stata colta l’intenzione sia mia che quella della stessa Di Pietro che legge le poesie: sarcasmo. Personalmente quando ho visto i video su YouTube mi sono piegata dalle risate, poi ho trovato la cosa geniale perché ironica, e la stessa Di Pietro usa l’ironia consapevolmente per sopperire alla sua goffaggine.

a30d0f5985ecee0aead6ff7ac26215fdSono ironica lo sapete, prendere tutto troppo sul serio fa perdere di vista l’essenziale delle cose.

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I grandi classici 1.Quasimodo “Ed è subito sera” 2.Ungaretti “M’illumino di immenso”


I grandi classici della poesia italiana letti da Carmen di Pietro: bravissima, una vera lectio magistralis.

Ognuno sta sul cuor della terra?

trafitto da un raggio di sole?

ed è subito sera? 

 

I grandi classici .Carducci “Pianto antico”


Altra lectio magistralis della bravissima Carmen di Pietro. Nessuno raggiunge i suoi sublimi livelli d’ interpretazione, impareggiabile  !!!!!

L’albero a cui tendevi la pargoletta mano il verde melograno, da’ bei vermigli fioooor? 

Nel muto orto solingo, rinverdì tutto or ooora? 

E giugno??? lo ristora di luce e di calooor?

Sei ne la terra fredda? sei ne la terra negra?

Né il sol piú ti rallegra né ti risveglia amooooooooor?