
( Marika si confida con la suocera )
La prego, mi dica, il nostro è davvero un matrimonio sbagliato?
Va sempre così: uno dei due ama più dell’altro. Ma chi ama è facilitato. Io avevo portato in dote la fabbrica, lo sai. Lui mi amava. Io ero costretta a sopportare un sentimento che non ricambiavo. Questo è molto più difficile. Ho sopportato per tutta la vita, come vedi, e ora eccomi qui. La vita offre questo, chi vuole dell’altro vive in uno stato di febbrile entusiasmo. Io non ho mai provato un tale fervore. Ma a te va meglio, credimi. Quasi ti invidio.
Lei, mamma, pensa sia meglio che restiamo insieme?
E’ ovvio. Ma cosa ti salta in mente?
Non so che farmene della sua infelicità! Se non riesce a vivere felice accanto a me, che vada pure a cercare l’altra.
Chi? – Chiese mia suocera.
Quella giusta. – Dissi io in tono aspro.
Ne sai qualcosa? – si informò tranquilla senza guardarmi.
Di chi? – domandai smaniosa – Di chi dovrei sapere qualcosa?
Ma di lei – disse esitando mia suocera – L’hai detto tu poco fa … Di quella giusta.
Allora esiste? Vive da qualche parte? – gridai quasi
Chinò il capo sul lavoro – Da qualche parte vive sempre quella giusta. – Poi tacque. E su questa faccenda non le sentii più pronunciare parola.
E così io e lui abbiamo divorziato. Ho sofferto moltissimo, per un anno ho creduto che sarei morta di crepacuore. Ma una bella mattina mi sono svegliata e ho scoperto una cosa … sì, la cosa più importante, quella che bisogna capire da soli.
Ho scoperto che la persona giusta non esiste.
Un giorno mi sono svegliata, mi sono messa a sedere sul letto e ho sorriso. Non sentivo più alcun dolore. E improvvisamente ho capito che non c’è nessuna persona giusta. Esistono soltanto le persone, e in ognuna c’è un pizzico di quella giusta, ma in nessuna c’è tutto quello che ci aspettiamo e speriamo. Nessuna racchiude in sé tutto questo, e non esiste quella certa figura, l’unica, la meravigliosa, la sola che potrà darci la felicità. Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce.
Mio marito, pover’uomo, quando un giorno si presentò Judit Aldozo, che lui credeva fosse quella giusta, l’ha sposata sei mesi dopo.
Vuoi sapere perché mi sono messa a piangere quando l’ho visto? Se è vero che l’uomo giusto non esiste, che tutto è finito e sono completamente guarita, sarà anche vero che le illusioni svaniscono, ma io lo amo – e questa è un’altra cosa. Credo che tutto passi, tranne l’amore.

In una città così rumorosa e piena di vita, vorrei tanto che si fermasse tutto. Svegliarmi la mattina e vedere dalla finestra un solo colore e un solo suono: palazzi e strade ricoperte di neve che leggera cade e allontana ogni persona nelle proprie case. Il rumore del silenzio, il bianco che placa ogni pensiero. A Napoli non nevica, piove, tira vento e poi torna sempre il sole, e la città non si ferma mai, sei travolto comunque, anche se resti fermo solo a guardare.
Guardo queste foto come in un sogno. Sto dormendo, il cuore ha rallentato i battiti, le mie giornate si fondono con le notti. Solo la mia porta si aprirà e non ci sarà più la città, mi troverò di fronte un cervo. Nei suoi occhi leggerò i miei.
E mi chiamerà il corvo nel suo volo. Correrò come la rossa volpe affondando le zampe nella neve. Freddo non sentirà il mio cuore, sarò in giusta compagnia.
Non é così diversa la mia realtà dal sogno. Scorre il tempo di questo inverno al riparo di una tana ricoperta di neve: il mio lavoro.

Lavoro sola e ogni tanto mi concedo una pausa, vado a fumare sul solaio dove posso guardare tutta la città dall’alto.

Intanto è ancora inverno, io ho ancora tempo, il mio cuore è al riparo.

Sono ironica lo sapete, prendere tutto troppo sul serio fa perdere di vista l’essenziale delle cose.
