L’estate nei giardini andalusi


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Maria vestita da contadina valenciana  1906

L’emozione che mi da questo dipinto è indescrivibile, quando lo guardo resto in adorazione, ma proverò a spiegarmi. L’autore è Joachin Sorolla y Bastida (Valencia 1863 – Cercedilla 1923), pittore impressionista. La ragazza che vedete nel dipinto è la figlia Maria, vestita dell’abito femminile tipico del folklore valenciano.

Maria cammina come sospesa nell’aria, con il piede che avanza in avanti da sotto la gonna gonfia, e le mani sui fianchi, sembra volteggi un passo di danza. Il viso, leggermente inclinato, è rivolto verso lo spettatore: il padre che la sta vedendo e, attraverso lo sguardo dell’artista, noi. Non sorride, è serena, una creatura di un altro mondo che sta per toccare terra, si volta e ci guarda. Ha occhi che parlano, neri profondi fissi nei nostri. Con lei siamo entrati nello spazio del giardino, chiuso dalle mura.

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L’incanto che provo è dovuto  alla fusione bellissima di questa ragazza con lo spazio in cui si trova, sono fatti della stessa materia: luce, colore, ombra fresca e leggera tra gli alberi del giardino sotto il sole estivo. Sorolla era bravissimo a rendere in pittura un elemento, la luce, con le connotazioni sfumature tonalità e calore propri del Mediterraneo. E Maria in questo dipinto è fatta di luce, una creatura soprannaturale. Questo giardino è una chiesa della Natura, un tempio dedicato agli elementi di aria terra acqua e fuoco, l’hortus conclusus medioevale che richiama il Paradiso, lo stesso Paradiso promesso da Allah ai suoi fedeli che i giardini dell’Alhambra a Granada richiamano. La differenza tra la luce dei giardini di Sorolla e la luce dei paesaggi di altri artisti dell’impressionismo sta proprio nel valore simbolico che il pittore da a questo elemento, è una luce che da vita, supera e trasfigura la materia.

Sorolla negli anni della piena maturità subisce il fascino del tema del giardino corrispondente alla scoperta dell’Andalusia. In questi anni si dedica a una produzione originale, imperniata dalla poetica del silenzio e dell’intimità e da un linguaggio raffinato, che mette in evidenza un processo di introspezione e di ricerca di essenzialità. Dipinse tutta una serie di ritratti della famiglia nella cornice di giardini.

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La suggestione che l’artista riceve deriva, in Andalusia, dai patii e dai giardini islamici dell’Alhambra e dell’Alcazar di Siviglia. Successivamente in questa serie di dipinti scompare la presenza umana, a favore delle architetture vegetali, della visione di marmi, delle ceramiche, delle fontane e della luce.

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L’importanza dell’esperienza andalusa è evidente nelle opere ispirate al giardino della nuova casa di Madrid. Ormai anziano, il pittore aveva consacrato le sue energie alla costruzione della dimora, ispirata al modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, al punto da importare dall’Andalusia fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali. Il giardino si trasforma in una fonte inesauribile di suggestioni creative, che l’artista riporterà sulla tela.

Screenshot_20170321-215115Guardando i suoi dipinti mi immergo in un’altra dimensione: è sempre estate, la mia stagione. Screenshot_20170324-133815 Screenshot_20170324-133850 Screenshot_20170324-135159 Screenshot_20170324-134022 Screenshot_20170324-134324 Screenshot_20170324-134151