Se ti amassi avrei dovuto già lasciarti un dono. Quindi non ti amo perché se ti amassi non accuserei il cielo di non averti qui mi basterebbe solo che esistessi. Non ti amo perché se ti amassi non sarei infelice di saperti cullato dalle braccia che non fossero mie. Non avrei mai bisogno di conferme non dovrei stare all’erta, e mai dimenticare che la vita è silenzio talvolta. Non avrei desideri di bellezza mi basterebbe questa del tramonto né chiederei la massima attenzione sarebbe sufficiente un tuo pensiero.
E per questo capisco che non ti amo perché, se ti amassi, anch’io amerei chi t’ama, e questo non avviene.
Allora vado con il mio non-amore tra le mani con il mio non-amore sulle labbra e mi allontano perché nel non amarti almeno un dono posso lasciarti infine: la mia assenza.
Sono stata a Pavia per un concorso in storia dell’arte. Dovevo parlare dei paesaggi di John Constable, un pittore inglese Romantico, il primo che dipingeva paesaggi dal vero osservando il variare della luce nel corso del giorno e dei cambiamenti atmosferici.
La commissione mi ha stroncata, l’esame da bando doveva durare 45 minuti, invece hanno imposto ( a tutti ) la durata di 15 minuti, ho solo avuto il tempo di dire che il suo era un paesaggio realista, la presidente di commissione ha sentito idealista, ho ribattuto difendendomi che c’era il power point alle mie spalle con su scritto quello che stavo dicendo, mi ha fatto finire l’esame in due minuti.
A parte la frustrazione ( con il termine frustrazione s’intende quello stato psicologico derivante da un mancato o inibito bisogno dovuto a cause esterne o a cause endogene ovvero lo stato psichico in cui ci si viene a trovare quando si è bloccati o impediti nel soddisfacimento di un proprio bisogno o desiderio – Wikipedia ) e delusione, sono dovute passare due settimane per sbollire la rabbia. Che tristezza, l’Italia, come è trattata l’Arte, da quali personaggi burocrati e ignoranti dobbiamo essere giudicati, accattoni che si mettono in competizione, sembrava il processo di Kafka.
Si capisce che sono amareggiata ma non m’importa dell’esame, quello che per me era importante e che avevo da dire mi è rimasto tutto dentro e che iniziava con una frase di Constable :
“È molto difficile indicare una categoria di paesaggio in cui il cielo non sia l’elemento chiave, la misura della bilancia e il principale organo del sentimento”
“Il cielo è la “sorgente di luce” nella Natura — e governa ogni cosa″
Constable, come tutti gli artisti, aveva il suo pensiero dominante che perseguirà nella sua arte per tutta la vita : il cielo. Non voglio tediarvi con inutili spiegazioni perché non ce ne sono, Constable era un Romantico, un panteista, la Natura era sacra ma non in senso religioso, era la fonte di tutte le cose e l’elemento principale era la Luce.
Studiava e dipingeva il cielo soprattutto nuvoloso dove la luce giocava i contrasti e le sfumature di colore. Ed ora vi allego alcuni suoi paesaggi e studi del cielo.
Adesso mi sento più soddisfatta. Grazie dell’attenzione.
“Cloud Study, Hampstead, Tree at Right” (Sept. 11, 1821) by John Constable is shown in this undated handout photo released to the media on Dec. 17, 2012. This is one of many oil studies Constable made of the sky above him. Photographer: John Hammond/Royal Academy of Arts, London via Bloomberg
Branch Hill Pond, Hampstead by Constable, John (1776-1837) oil on canvas Victoria & Albert Museum, London, UK English,
SC20300 Branch Hill Pond, Hampstead by Constable, John (1776-1837) oil on canvas Victoria & Albert Museum, London, UK English, out of copyright
“Cloud Study, Hampstead, Tree at Right” (Sept. 11, 1821) by John Constable is shown in this undated handout photo released to the media on Dec. 17, 2012. This is one of many oil studies Constable made of the sky above him. Photographer: John Hammond/Royal Academy of Arts, London via Bloomberg
"A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì, altre volte di coppie sì, ma non d'amore, ed è il caso più ordinario", p. 1386, R. Musil, 'L'uomo senza qualità'