
Mathilda è Natalie Portman nel suo primo ruolo di attrice (aveva tredici anni) nel film d’azione Léon (1994) del regista francese Luc Besson. Leon è un sicario che insegna alla piccola orfana come usare le armi, lei in cambio gli insegnerà a leggere e a prendersi cura di lui e della casa. Leon alla fine si sacrificherà per salvare la vita della bambina e Mathilda sceglierà la normalità tornando nel collegio dove era iscritta. Quando il film uscì, vennero mosse dure critiche per la cruda rappresentazione di una storia d’amore tra un uomo e una bambina di dodici anni in un ambiente criminale e violento. A mio parere è una “favola” nel senso letterale, e violento come sono tutte le favole.
La bravura e bellezza dell’attrice verranno riconfermate in un’altro dei suoi film che preferisco, Closer del 2004 diretto da Mike Nichols, dove interpreta Alice, stripper americana in cerca di fortuna a Londra, dove incontra e si fidanzata con Dan, giornalista e scrittore.
Dan tradirà Alice con la fotografa Anna, sposata con Larry.
Larry conoscerà Alice ad una mostra fotografica della moglie; tra le foto vi è un ritratto di Alice:

Alice è alla mostra con il fidanzato Dan: Larry la vede di fronte al suo ritratto e le chiede:

Larry spinto dalla curiosità si reca al locale dove lavora Alice. In questa scena l’attrice è mitica, una figura cult:


«Mentire è il più grande divertimento per una ragazza senza togliersi gli abiti di dosso,
ma se lo fa spogliata è meglio»
Il film ha una trama molto particolare e piuttosto che parlarne consiglio di vederlo. Restano nell’immaginario collettivo le due figure interpretate dalla Portman, Mathilda e Alice, una bimba e poi una donna, entrambe con capelli a caschetto e occhi profondi. La prima si difendeva con le armi, la seconda mentendo.
La canzone presente sia all’inizio che alla fine del film Closer è The Blower’s Daughter di Damien Rice.
