Il sogno di Maria


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L’iconografia della Pietà è di origine nordica, nata in Germania nel 1300, ispirata da un testo di Simeone Metafraste che racconta della Vergine addolorata che, col cadavere di Cristo sulle ginocchia, si ricorda di quando lo cullava da bambino.
L’iconografia arriva in Italia nel 1400 ma in queste opere la Vergine è rappresentata sempre anziana e si nota un evidente contrasto tra il corpo piccolo della Madre e quello rigido e ingombrante del Figlio.
germanMichelangelo innovò la tradizione concependo il corpo di Cristo adagiato sulle gambe di Maria con naturalezza. Le due figure si fondono raccordate dall’ampio panneggio e chiuse in una composizione piramidale. Originale è anche l’inaudita rappresentazione dei sentimenti: la Vergine non è anziana e straziata dal dolore, ma è ritratta con un volto giovane ed un’espressione triste e trasognata, mentre regge il corpo del Figlio ugualmente giovane e come addormentato tra le sue braccia.
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Questa interpretazione venne fortemente criticata dai contemporanei che ritennero le figure di eccessiva bellezza e la Vergine non poteva essere più giovane del figlio. Michelangelo si difese affermando che non voleva rappresentare la scena con scopo narrativo ( la Morte di Cristo ) ma che era interessato all’aspetto simbolico: Maria è giovane come quando concepì il Figlio.
In realtà Michelangelo ha ritratto Maria in un momento di raccoglimento interiore e quello che traspare dal suo volto è l’espressione di una ragazza in preda al sonno.  Quello che sta sognando è un sogno profetico che si materializza davanti ai nostri occhi: Maria sa già dentro se stessa qual’è il suo destino, sul suo volto leggiamo la rassegnazione e accettazione della volontà di Dio, sul suo grembo il figlio a lei destinato.
I sogni sono profetici e, secondo il pensiero di Michelangelo, l’uomo che cerca la verità, non deve cercarla nel mondo perché il sapere è già presente, ma nascosto, in lui.

Tutto il sapere è già nella nostra anima e i sensi offrono solo lo stimolo, spunto, ispirazione, per aiutarci a ridestarlo

E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l’altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno. aurelio-amendola-michelangelo-pieta-02-665x460

Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un’onda dietro l’altra si frange sulla riva,
e sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.

Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie,
e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia  (Arsenij TarKovskij)
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Baudelaire – Credere, Scrivere, Ricordare


 

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Baudelaire è una canzone dei Baustelle, estratto dal loro album Amen, pubblicato nel 2008. Non è molto amata dal pubblico per il testo un po particolare. Io l’adoro. Ecco il testo:

(La domanda è: secondo te, a cosa serve vivere?)

Satana è all’inferno per te
Ed è più moderno di te 
Avremo divani fondi come tombe 
Stando a quanto dice Baudelaire 
Cristo muore in croce per me 
Pietro brucia in croce per te 
Santa è la bellezza 
Tanta è la paura 
Fai come faceva Baudelaire 
Pasolini è morto per te 
Morto a bastonate per te 
Nello stesso istante 
In qualche altra spiaggia 
Si è fatto l’amore 
Uniti contro il mondo 
E’ necessario credere 
Bisogna scrivere 
Verso l’ignoto tendere 
Ricordati Baudelaire 
Caravaggio è morto per te 
Luigi Tenco è morto per te 
Nei fiori dei campi 
Vive Piero Ciampi 
Bisogna studiare Baudelaire 
Saffo s’è ammazzata per noi 
Socrate suicida per noi 
Vivere per sempre 
Ci vuole coraggio 
Datti al giardinaggio dei fiori del male 
E’ necessario vivere 
Bisogna scrivere 
All’infinito tendere 
Ricordati Baudelaire. Baudelaire. 

« Nel testo vengono citati quei personaggi che più hanno rappresentato la figura del personaggio autodistruttivo, che riesce però a rendersi immortale attraverso la propria arte. Baudelaire e Pasolini sono accomunati da questo, e le loro vite ci spingono alla riflessione su quale sia il senso della vita. » (Fonte Wikipedia)

È NECESSARIO CREDERE, BISOGNA SCRIVERE, VERSO L’IGNOTO TENDERE.

È NECESSARIO VIVERE, BISOGNA SCRIVERE, ALL’ INFINITO TENDERE. RICORDATI …

Bisogna fare come Baudelaire. “Avremo divani fondi come tombe” è un riferimento ad una delle poesie della raccolta I fiori del male : La morte degli amanti

Avremo letti pieni di profumi leggeri,
divani profondi come tombe,
e sulle mensole fiori strani,
dischiusi per noi sotto cieli più belli.
A gara bruciando gli estremi ardori,
saranno i nostri cuori due grandi fiaccole,
specchianti le loro doppie luci
nei nostri spiriti, specchi gemelli.
Una sera fatta di rosa e di mistico azzurro,
ci scambieremo un unico bagliore,
come un lungo singhiozzo, grave d’addii;
e un Angelo più tardi, schiudendo le porte,
lieto e fedele verrà a ravvivare
gli specchi offuscati e le fiamme morte.

Baudelaire parlava della ‘morte dell’arte’ cioè la morte intesa come sacrificio artistico, l’idea di accomunare arte e vita.

“Il messaggio non è cercare nell’arte la soluzione al male di vivere o trovare un motivo per vivere nell’arte, ma cercare di vivere la vita come se si stesse creando un’opera d’arte. Il testo di Baudelaire parla della possibilità di applicare il metodo di creazione, tipico dell’arte, alla vita; non invita tutti a fare i poeti, i pittori o i musicisti per stare meglio, ma a vivere come se si stesse creando di continuo un’opera d’arte. La canzone funziona anche in quanto elenco di personaggi che con la loro vita si sono meritati l’eternità. Il significato è proprio quello: non prenderli ad esempio per la brevità della loro vita, ma per quello che possono insegnarci” ( intervista tratta dal libro I Baustelle mistici dell’Occidente – un’assurda specie di preghiera che sembra quasi amore, di Paolo Jachia e Davide Pilla, ed. Ancora, Milano 2011)