Il sigaro e il bacio


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Buttasti via il sigaro e
Allo stesso modo un bacio
Gli occhi oltre la mia spalla
Desideravano la partenza
Neanche un muto sguardo
Occhi dentro occhi
Per mitigare l’abbandono

Il treno partì per te solo
La destinazione non era nostra
Per noi nessuna Terra Promessa
Ferma sulla banchina
Guardavo crescere la distanza
Un punto dissolto all’orizzonte
Segnava la fine della tua presenza

Un treno partì


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Un treno partì in orario.
La destinazione non era mai stata nostra.
Scegliemmo il tragitto più lungo.
La distanza nella distanza.
Nessuna fermata nel raggio dello sguardo.
Partimmo per restare nell’altro.
La partenza nella partenza.
Arrivare non è più importante.
Il luogo da raggiungere è dovunque qui.
Qui dove tutto è rimasto identico
i profumi i rumori sono gli stessi. Chi li percorre?
Li percorriamo al contrario
senza memoria ciechi senza risposta.

No. Non riuscimmo a fermarlo il vento.
Entrò nel passato.
Spazzò le foglie dal paesaggio. Spazzò i volti.
Entrò per restare un’ombra.


Domenico Brancale – Per diverse ragioni
 (Passigli, 2017)

Forse


L’insostenibile leggerezza dell’essere, essere distanti e estranei alla vita dell’ altro, solo così si riesce ad amare ( per alcuni ) e il sentimento resta puro perfetto e per sempre. Ma resta “insostenibile” perché non reale, non vissuto. “Mi basta sapere che mi ami, che sei felice, che ami un’altra donna, che esisti al di là di me e che dentro di te mi porterai sempre . È così anche per te? Sei riconoscente  alla vita che io ci sia? ” Il romanzo di Kundera non mi ha mai convinta fino in fondo. La poesia è molto bella, ma per me l’amore vissuto con leggerezza è insostenibile.

Forse ti voglio bene.

Forse ti voglio molto bene.

Ma proprio per questo

sarà forse meglio

che rimaniamo così come siamo.

Forse un uomo e una donna

sono più vicino l’uno all’altro

quando non vivono insieme

e sanno soltanto di esistere,

quando sono riconoscenti l’uno all’altro

solo perché esistono

e perché l’uno sa che l’altro esiste.

E alla loro felicità questo basta.

 

– Milan Kundera –

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Nodo


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Inutile è il silenzio
la distanza, il tempo.
Ascolta ben,
le senti?
Son le nostre anime
si parlano,
mentre noi litighiamo
discutiamo, non capiamo,
ridono di noi.
Ci confondono.
Quando sia successo
non sappiamo
che si son toccate
e fuse, e libere
da noi e dal mondo
incuranti
se ne vanno.
E anche quando noi
più non ci vedremo
loro insieme
resteranno.

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