Il Dono


Se ti amassi
avrei dovuto già lasciarti un dono.
Quindi non ti amo
perché se ti amassi non accuserei
il cielo di non averti qui
mi basterebbe solo che esistessi.
Non ti amo
perché se ti amassi non sarei infelice
di saperti cullato dalle braccia
che non fossero mie.
Non avrei mai bisogno di conferme
non dovrei stare all’erta, e mai
dimenticare che la vita è silenzio talvolta.
Non avrei desideri di bellezza
mi basterebbe questa del tramonto
né chiederei la massima attenzione
sarebbe sufficiente un tuo pensiero.

E per questo capisco che non ti amo
perché, se ti amassi, anch’io amerei
chi t’ama, e questo non avviene.

Allora vado
con il mio non-amore tra le mani
con il mio non-amore sulle labbra
e mi allontano
perché nel non amarti almeno un dono
posso lasciarti infine:
la mia assenza.

Cristina Bove

Uno di Uno


tre.jpg

C’è un impulso vero
E pochi sobbalzi – entusiasta.
Io so cosa fare:
Sentire senza pace le cose
Dicevi che è un dono
<<Un dono che fa male>>
Ma io guardo sotto
E’ perfetto nella sua
Inconsistenza – mare
Non può salire
Regge il suo farsi senza fondo
Nel pozzo che vedo anche io
Perché soffro i silenzi come un
Neonato
E solo le comete conoscono
I passaggi – tra sinapsi e globuli
Sparerei un canto che è solo
Sangue trattenuto

Ma quanto bene mi fa
Guardarti dopo anni senza volerti
Musa
Per dirmi quello che rimane fuori
Dalle parole – le altre
Quelle che non si dicono
Con il peso dell’ironia e l’abisso
Facile – è così, è così:
Sentirmi lontana dal mio sentimento
E fingermi a posto.

Dovrei rispondere solo a me,
Dici che troverei la meraviglia
Ma quel verso non sai indirizzarlo
Io non voglio alcun atto
Nel teatro qui sotto
Io pretendo il mare in cima
Che resta:
Ci sono cose che ritornano
E non avvisano
Le vedo,tra una mano mai chiesta
E la voglia di intrufolarsi
Nel giardino privato
Con il piacere di una sola carezza.
Nessuno apre
Ma non chiederti le cause
Vale solo la forza degli effetti,
Come guardare il vento che passa
E volerne prendere parte
In mezzo a una forma,
A un amore che squilla.

La Poesia, un dono che fa male


tre di uno

Avevo già pubblicato qui sul blog la poesia di Beatrice Cristalli “Del buio esaurito”, come inedita. ed ora è stata pubblicata nel suo primo libro di poesie insieme ad altri suoi componimenti: Tre di Uno. Attendevo questa pubblicazione perché fin dai primi versi che ho letto di questa autrice ho provato la gioia e l’imbarazzo di chi viene riconosciuto e rivoltato come un calzino.
Beatrice crede nella connessione possibile tra la parola (in ebraico Dabar) e lo spirito: la poesia è la parola che si realizza, dallo spirito si concretizza e diviene realtà.
Tre di Uno, ho pensato leggendo il titolo all’uomo come Dio, Uno e Trino: l’uomo che si manifesta in pensiero, parola e azione, e nella poesia la parola diviene creatrice nel momento stesso in cui è proferita.
Le parole sono importanti (citazione …) e Beatrice le conosce bene, sa che non è facile riuscire nell’intento del poeta di catturare le risposte, come bene dice nella bellissima poesia “Lei chiama Michele” : perché è troppo facile rispondere ed esistere insieme.
Le sue poesie si leggono con lentezza perché composte di poche parole ma cariche di senso. Si avvertono tutte le emozioni, paure, tentativi continui, ma “io so cosa fare: sentire senza pace le cose. Dicevi che è un dono. «Un dono che fa male» , eppure “Di poesia e sentimento Io sarò persa in un vuoto alla rovescia; Per stare bene ma sentire tutto”.
Vi riporto in altri due articoli due poesie tratte da Tre di Uno e vi consiglio di leggere il  suo libro, parole in forma di poesia che celano delicatamente il senso, il sentimento fragile e umano.