La conclusione


E’ la foto di un’alba o di un tramonto?
Questa che vedete è la foto del mio profilo Fb poiché rappresenta la mia disposizione d’animo da un paio d’anni.
Si arriva ad un certo punto della vita che coincide nella somma delle tue esperienze con quella della tua età e allora si cambia, si ha un evento.
E’ l’inizio della fine o di un principio? Io mi sono sempre immaginata la mia vita come una serie di somme di cerchi (il primo è solo un piccolo punto alla nascita) che si addizionano e si includono uno dopo l’altro; ma un cerchio non può racchiudere l’ultimo, e tutti i suoi precedenti, se prima non sia concluso il suo tragitto.

Io ho appena concluso un cerchio, l’ultimo che racchiude tutto quel che ho vissuto in questi ultimi sei anni di vita, sei anni densi di amore e dolore, ho provato tutte le emozioni più forti e le esperienze più importanti nella vita di un essere umano: l’esperienza della morte e della perdita, quella di amare incondizionatamente, quella del dolore causata da una malattia che sono riuscita a vincere. E ora si apre un altro cerchio.
L’inizio e la fine coincidono, l’alba e il tramonto sono il circolo perfetto: nell’istante in cui il sole non c’è, è il tempo sospeso tra due mondi, il giorno e la notte.
E’ il momento in cui ci troviamo quando qualcosa è finito nella nostra vita, sentiamo un vuoto. Ma è solo un vuoto su cui inizia il nuovo ciclo, un nuovo cerchio della vita.
Un nuovo giro di giostra.

Eppur questo non basta


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Nostalgia, insoddisfazione, senso di inconcludenza, d’incompiuto. Sentimenti e stati d’animo che si presentano quando qualcosa finisce: è finita una stagione, un libro che ci piaceva tantissimo, la nostra canzone preferita. Siamo portati a ripetere, a tornare indietro, ancora una volta e poi andremo avanti finalmente. Tutto continua ma in realtà tutto si ripete, con nuove forme. Esiste davvero un cambiamento? Voluto da noi e non frutto del caso e dell’evolversi ciclico della vita, dove tutto si ripete. Mi ricorda la canzone di Fabrizio De Andrè, Canzone Dell’amore Perduto :

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole 
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”, 

vorrei dirti ora le stesse cose 
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose 
così per noi 

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai, 
non resta che qualche svogliata carezza 
e un po’ di tenerezza. 

E quando ti troverai in mano 
quei fiori appassiti al sole 
di un aprile ormai lontano, 
li rimpiangerai 

ma sarà la prima che incontri per strada 
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato, 
per un amore nuovo.

Oppure la splendida canzone di Battiato, La Stagione dell’Amore :

La stagione dell’amore viene e va
I desideri non invecchiano quasi mai con l’età
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più
La stagione dell’amore viene e va
All’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà
Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai
Ancora un’altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore
Nuove possibilità per conoscersi
E gli orizzonti perduti non ritornano mai
La stagione dell’amore tornerà
Con le paure e le scommesse
Questa volta quanto durerà
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più
Ecco, Battiato chiarisce bene il mio disorientamento: tutto cambia per ripetersi ancora;
è il tempo in cui viviamo le nostre esperienze che incessantemente cambia, da giovani ci sembra di avere un tempo indeterminato davanti, con l’età più matura siamo coscienti di quanto sia tutto breve e quindi scegliamo, dobbiamo scegliere: vivere intensamente ogni attimo, non spendere male il proprio tempo che non ritornerà più, non ci sarà più quella persona, quella casa, quella giornata vissuta insieme.
Ci sarà qualcun altro, forse … Dovrebbe consolarmi questo pensiero, e invece non basta.

E’ fuggita l’estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.

Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.

Ne’ il bene ne’ il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.

La vita mi prendeva,
sotto l’ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami…
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.