Eppur questo non basta


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Nostalgia, insoddisfazione, senso di inconcludenza, d’incompiuto. Sentimenti e stati d’animo che si presentano quando qualcosa finisce: è finita una stagione, un libro che ci piaceva tantissimo, la nostra canzone preferita. Siamo portati a ripetere, a tornare indietro, ancora una volta e poi andremo avanti finalmente. Tutto continua ma in realtà tutto si ripete, con nuove forme. Esiste davvero un cambiamento? Voluto da noi e non frutto del caso e dell’evolversi ciclico della vita, dove tutto si ripete. Mi ricorda la canzone di Fabrizio De Andrè, Canzone Dell’amore Perduto :

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole 
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”, 

vorrei dirti ora le stesse cose 
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose 
così per noi 

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai, 
non resta che qualche svogliata carezza 
e un po’ di tenerezza. 

E quando ti troverai in mano 
quei fiori appassiti al sole 
di un aprile ormai lontano, 
li rimpiangerai 

ma sarà la prima che incontri per strada 
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato, 
per un amore nuovo.

Oppure la splendida canzone di Battiato, La Stagione dell’Amore :

La stagione dell’amore viene e va
I desideri non invecchiano quasi mai con l’età
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più
La stagione dell’amore viene e va
All’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà
Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai
Ancora un’altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore
Nuove possibilità per conoscersi
E gli orizzonti perduti non ritornano mai
La stagione dell’amore tornerà
Con le paure e le scommesse
Questa volta quanto durerà
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più
Ecco, Battiato chiarisce bene il mio disorientamento: tutto cambia per ripetersi ancora;
è il tempo in cui viviamo le nostre esperienze che incessantemente cambia, da giovani ci sembra di avere un tempo indeterminato davanti, con l’età più matura siamo coscienti di quanto sia tutto breve e quindi scegliamo, dobbiamo scegliere: vivere intensamente ogni attimo, non spendere male il proprio tempo che non ritornerà più, non ci sarà più quella persona, quella casa, quella giornata vissuta insieme.
Ci sarà qualcun altro, forse … Dovrebbe consolarmi questo pensiero, e invece non basta.

E’ fuggita l’estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.

Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.

Ne’ il bene ne’ il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.

La vita mi prendeva,
sotto l’ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami…
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.

Io non voglio altra luce che il tuo corpo sul mio


Daryl Zang
Artista, Daryl Zang

Io non voglio altra luce che il tuo corpo sul mio:
chiarità assoluta, trasparenza rotonda.
Limpidezza il cui grembo, come il fondo del fiume,
con il tempo si afferma, con il sangue si affonda.

Che lucenti e durevoli materie ti hanno fatto,
oh cuore pieno d’alba, mia pelle mattutina?
Io non voglio altro giorno che non sia dal tuo seno.
Il tuo sangue è il domani che giammai si conclude.

Solo il tuo corpo è luce, sole: il resto è tramonto.
Io non vedo le cose che al lume del tuo volto.
Altra luce è lo spettro, niente più, del tuo passo.
Il tuo sguardo insondabile mai si volge a ponente.

Chiarità senz’alcun declino. Somma essenza
del lampo che non cede né abbandona la cima.
Gioventù. Limpidezza. Chiarità. Trasparenza
che fa vicini gli astri di fuoco più lontani.

Chiaro il tuo corpo bruno di fiamma fecondante.
Erba nera l’origine, erba nera le tempie.
Un sorso nero gli occhi e lo sguardo distante.
Giorno blu. Notte chiara. Ombra chiara che vieni.

Io non voglio altra luce che l’ombra tua dorata
dove spuntano anelli di un’erba che dà ombra.
Nel mio sangue, con fede dal tuo corpo incendiato,
per tutto il tempo è notte: per tutto il tempo è giorno.

Miguel Hernández
© Rivista Poesia (N. 286, ottobre 2013)