La presunta cecità di Irene


La presunta cecita di Irene , di Giuseppe Peveri in arte Dente (Fidenza 28 febbraio 1976), cantautore italiano.

Irene è molto bella
e ha le spalle più piccole
e gli occhi
gli occhi non hanno una fine
e ha molti biondi capelli
due mani e molte gonne.

Per colpa delle mani
solo due
lei non sa più cosa fare
scegliere un uomo
o prendere il volo.

E l’acqua il sale e la terra
non hanno nessuna colpa,
è tutto ciò che c’è nel cielo
che me l’ha portata via,
la cosa più bella che avevo.

Così le scrivo una lettera su un fiore
tutto nero su bianco
e il vento felice mi aiuta
portandola via.
Vento, adesso vola nel cielo.

Su un fiore che il vento le ha donato
Irene leggerà:
le mani amore non toccano il cielo.
E un giorno di bianchi capelli
avrà gli occhi molto stanchi.

Sentendo i profumi di Maggio
Irene, penserà …

Lettera d’ amore


” Cos’è più bello, amore mio? L’amore perso o l’amore trovato? Non ridere di me, amore. Lo so, sono goffo e ingenuo quando si parla d’amore. Faccio domande che sembrano uscite da una canzonetta. Questo dubbio mi travolge e mi corrode, amore mio, trovare o perdere? Intorno a me le persone non smettono di desiderare. Hanno perso o hanno trovato? Io non lo so. Un orfano non ha modo di sapere, un orfano è sprovvisto del primo amore, quello per mamma e papà. Da qui ha origine la sua goffaggine, la sua ingenuità. Tu mi dicesti, su quella spiaggia deserta della California, “puoi accarezzarmi le gambe” ma io non lo feci. Eccolo, amore mio, l’amore mancato. Per questa ragione da quel momento non ho mai smesso di chiedermi dove sei stata e dove sei adesso e tu, bagliore della mia gioventù fallita, tu, hai perso o hai trovato? Io non lo so e non lo saprò mai. Non ricordo neanche più il tuo nome, amore mio, e non ho la risposta però mi piace immaginarla così, la risposta: alla fine, amore mio, non abbiamo scelta, dobbiamo trovare. “

(dalla serie tv The young Pope di Paolo Sorrentino)