Doveva essere un atto umile
Presentarsi prima del tempo
Già arrivati – o consapevoli
Reliquie: dove?
Cancellare i trapassi, prezzo dei
Giri nella porta, tu la vedi è
Danneggiata da mesi –
Fino a qui: dove?
Ma parliamo di te, degli umori
Che sono morsi inascoltati,
Di quel soffitto che nascondeva
I rubinetti
Il peso del legno, gocciano
I momenti vani
Io non lo so, ma
Parlami di te.
Di quello che devo fare
Nessuno si accorge che sotto
Il pelo di un cane un’anima non può
Rispondere. Ma parlami di
Me, ancora il sapore del minimo
Confronto, un nuovo mio piacere
Nel piede che scende sul lenzuolo nuovo.
E fino a qui: dove?
Senza palpito ma con una irrequieta
Voglia di sapere
Oltre i soliti echi allo specchio,
Ma parlami di te, di me – non può
Il sempre ricostituirsi così,
Senza avviso.
Qualcosa vorrà pur dire
Guardare il mare e senza dirsi
Niente
Pensare a volere essere custoditi
Solo nel male
Si sono piegati i desideri di fuga e di
Disprezzo. E le parole non uscivano sotto
Quel buio che mai domanda.
Non potevo essere altro se non
Questo
Il giusto riconoscersi nel dito che
Punta lo specchio
C’è un impulso vero
E pochi sobbalzi – entusiasta.
Io so cosa fare:
Sentire senza pace le cose
Dicevi che è un dono
<<Un dono che fa male>>
Ma io guardo sotto
E’ perfetto nella sua
Inconsistenza – mare
Non può salire
Regge il suo farsi senza fondo
Nel pozzo che vedo anche io
Perché soffro i silenzi come un
Neonato
E solo le comete conoscono
I passaggi – tra sinapsi e globuli
Sparerei un canto che è solo
Sangue trattenuto
Ma quanto bene mi fa
Guardarti dopo anni senza volerti
Musa
Per dirmi quello che rimane fuori
Dalle parole – le altre
Quelle che non si dicono
Con il peso dell’ironia e l’abisso
Facile – è così, è così:
Sentirmi lontana dal mio sentimento
E fingermi a posto.
Dovrei rispondere solo a me,
Dici che troverei la meraviglia
Ma quel verso non sai indirizzarlo
Io non voglio alcun atto
Nel teatro qui sotto
Io pretendo il mare in cima
Che resta:
Ci sono cose che ritornano
E non avvisano
Le vedo,tra una mano mai chiesta
E la voglia di intrufolarsi
Nel giardino privato
Con il piacere di una sola carezza.
Nessuno apre
Ma non chiederti le cause
Vale solo la forza degli effetti,
Come guardare il vento che passa
E volerne prendere parte
In mezzo a una forma,
A un amore che squilla.
Raccolgo qui una serie di componimenti scritti negli ultimi due anni. Li ho chiamati versi diversi perché non sono poesie in metrica, sono pensieri legati ad impressioni personali, ricordi, momenti, immagini, tutti legati ad un periodo e a una storia vissuta.
FIORI
Non vedrai più il mio viso
Vivo nel riflesso del tuo specchio
Impossibile e consumata sorte
Ora
L’uno innanzi
All’altro tace
Gli occhi aperti
Cedono per il peso
Dei ricordi
Il viso è già memoria
Ed ogni fiore
Che ad occhi chiusi
Brilla al sole di un campo estivo
Giace con gli altri
Su uno schermo bianco
Legati e inesistenti
Ma è il mio viso
Sotto i nostri occhi
Marmaid by Victor Nizovtsev
FILI DI PERLE
Fili di perle
Formano i pensieri
Impetuosi sfilano
Ai tuoi piedi
Vetro in cocci raccogli
Chiusi nelle mani
Non feriscono
Neve candida distoglie
Il tuo fuoco rivolgi altrove
Altro ignoto da conquistare
Il mio canto segua
Il tuo cammino, propizi
L’alba, il tepore del
Risveglio, un solo raggio
Raggiunga il tuo giaciglio
Con perle e sangue
Aprirai gli occhi
Al nuovo giorno
AGAVE (11.08.15)
Piove a dirotto
Pioggia nel pineto
Il suo cuore è un alieno
Curioso degli esseri umani
E di quello che provano
Fiore giallo contro il cielo
Nero, riparo trova
Ascosto sotto l’escarena
In agosto, compagno ignaro
Braccia e mani al suo ristoro
Corolle apre all’aere
Assaggia resina e sale
Disseta lo sguardo che docile
Assale ogni goccia che bussa
Piangendo alla sua porta
Sabbia e acqua alle radici
Silenzio e ombra alle sue spalle
Vita estranea non si sente
Tende baci a chi è vicino
Il suo profumo asperso assorbe
Piange il temporale
Pianto nel mare
Il suo cuore è fiorito
Nella pioggia del pineto
Salta e canta ogni goccia
Le ore eterne del suo amore
NUOVA VITA
Dalla luce il mio colore
Danzano in petto
Onde leggere
Sorge nuova vita
In ogni battito
Nuove costellazioni
Emergono dall’oscurità
Nel mio profondo L’immagine è un difetto Ma il mio esserci
È a un passo dal mio nome
Tutti gli anni
Destinati all’oblio del ricordo
Si accendono
Mi purificano
Come una fiamma
Al leggero soffio del vento
TU SEI MIA
‘Tu sei mia’, e io non sono
Non sono braccia che si stringono
Non sono scacco matto al tuo perdono
Io sono occhi chiusi che mi cercano
Rabbia in petto che ti scuote
Uccello in volo da ammazzare
Sono tua e non ci sono
Tua lontana dal tuo harem
Tua distante dal tuo cuore
ALLA FINE
Nella nascita del corpo L’innocenza è svelata Intera è donata
Ogni volta
Alla fine
Alle tue mani
Che la racchiude
Con gioia di conquista
Ogni tua parola
La mia mente soffoca
Anche i baci sono avidi
Del respiro
Che l’animo necessita
Non ho sete di piacere
E non so cosa sia l’amore
Ma nella tempesta
Che travolge il corpo e le parole
Trovo riparo
Alla fine
Nel silenzio
Chiudendo gli occhi sul tuo collo
IL SILENZIO E L’AMORE
Sorrido muta
Al tuo candore
Nel credere
Che arriverà l’Amore
E non saper ascoltare
Il tempo
Maturo
Il vivere
Nel mio cammino
Riconoscere
Il nodo forte
Che ci lega
A cui non sai dare
Un nome
IL MARE A DICEMBRE (25.12.14)
Baci sopra i sassi
Diamanti nelle mani
Incosciente amore
Brucia sulle sponde
Dà fuoco al suo domani
Inutile ultimo dono
Nella notte di Natale
Me stessa al mare
Sereno e limpido
Testimone e altare
SALUTO ALLA GIOVINEZZA
Vento, cammini dal mare
Col canto tuo silenzioso
Nella mente apri spazi
Limpidi sgombri di nuvole
Col tempo, leggero, smuovi le dune
Sgretoli curve del corpo
Erodi i solchi alle mani
Fiume d’assenzio trascini
Lacrime dal delta di rughe
Degli occhi fino alle punte dei crini
Pupille stanche
Socchiudi, finita l’estate
Saluto la mia giovinezza
Felice
Avevo conosciuto Carunchio a settembre, il legame che s’instauro fu naturale, privo di forzature e imbarazzi. Ci scrivevamo ogni giorno e ci sentivamo la sera al telefono. Ad ottobre ci rivedemmo ma io avevo maturato una convinzione: volevo prendere le distanze, c’era troppa assiduità nel rapporto e io iniziavo a sentirmi coinvolta.
Era la prima volta che usavo una chat e lui era stato il primo che avevo conosciuto. Volevo avere altre esperienze, maturare il mio rapporto con gli uomini, far emergere la mia femminilità. Avevo incontrato altre persone ma non mi era piaciuto nessuno. Solo un invito accettai, un fine settimana a Praiano, in Costiera Amalfitana, ma a lui non lo dissi. Non ero tenuta a dirlo, eravamo entrambi liberi e d’altronde lui sulle sue esperienze era molto vago, confusionario e reticente. Sapevo che aveva altre relazioni, ma io non chiedevo e lui non mi diceva niente. Prediligeva le amicizie femminili, ne aveva diverse e le definiva “relazioni affettive costruite nel tempo” poiché iniziavano con attrazioni sessuali e sfociavano poi in rapporti amichevoli che potevano contemplare sporadici e occasionali rapporti sessuali. Io non avevo nessuna intenzione di far parte dell’ harem !!!! Avevo da subito chiarito che io non ero sua amica, e che davo un valore diverso all’amicizia soprattutto fra uomo e donna.
Amori sfigati di Chiara Rapaccini
Trascorremmo tre giorni a Paestum ad Ottobre. La sera a cena ad Agropoli Vecchia gli spiegai appunto la mia esigenza di distacco e gli dissi anche che avevo già avuto un’altro, oltre a lui … Non battè ciglio, si alzò dal tavolo e si allontanò per una telefonata, per un’ora circa. Tornò tranquillo, la situazione era serena, ci godemmo il resto della serata.
Agropoli Vecchia
Il giorno dopo era un po taciturno, pensai fosse normale, in fondo ci conoscevamo pochissimo e non sapevo che tipo era. Eravamo stati tutto il giorno al mare; nel pomeriggio eravamo ancora in spiaggia (e lui sempre taciturno … ) quando ad un certo punto mi chiese di fargli un po di grattini.
Essere o non essere?
Vidi che si era seduto di spalle, e allora mi avvicinai e con delicatezza (e assoluta improvvisazione) iniziai ad accarezzargli la schiena. Nun’se po spiegà in che modo si girò verso di me …
T’HOOO DETTO GRATTINI !!!!!!!!!!!!!!
Nero come il catrame che ti ritrovi sotto i piedi, disprezzò le mie carezze dicendomi che … non sapevo come toccare gli uomini.
Mia reazione, in successione: ferita nella mia femminilità mi misi a piangere, poi mi alzai e gli dissi “sei uno stronzo stai lontano da me”.
E qui m’ha fregata !!!!!! Mi chiese scusa e disse “LA MIA PORTA È APERTA PER TE” E io gli ho credutooo!!!!! mannaggia la p…………..aaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!! Ma quanto so’ scema !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Le distanze !!!!!!! Io volevo le distanze, come ho fatto a cadè in stò tranello??? Sto ancora a pensà a li grattini, ma te la dovevo scorticare a unghie quella schiena!!!!!!!!!
Tutta colpa di quei maledetti grattini. Gli dicevo “non li so fare” e finiva lì quel pomeriggio del mese di ottobre, lui se ne partiva e spariva dalla mia vita così mi sarei risparmiata tempo energie parole discussioni, non avrei sprecato le mie emozioni, dato spazio ai miei sentimenti, riposto fiducia in una persona che si incazzava per dei ‘grattini’. Sò scema, sò proprio scema …
In questo periodo il Sud Italia è ricoperto di neve in particolare il Salento, ma in questa regione il fenomeno è un po particolare, si tratta dell’Effetto Lago, “Lake Effect Snow” (LES), che riferito al Salento leccese si chiama “Adriatic Effect Snow” ovvero Neve da Effetto Adriatico. Le correnti fredde, che provengono dall’entroterra balcanico, sfociano nel Mediterraneo, in particolare nel Mar Adriatico. Quanto maggiore sarà la differenza di temperatura tra la massa d’aria fredda e le acque del mare, maggiore sarà la possibilità di fenomeni. Questo perché le masse d’aria secche provenienti dall’Est Europeo, attraversando la superficie del mare, si caricano di umidità lungo il percorso. A parte la spiegazione tecnica. quello che colpisce è vedere questi luoghi imbiancati offrire un paesaggio surreale, magico, incantato, da favola. Mi piacerebbe essere lì per ammirare il silenzio della neve unito all’infinito del mare. Vi lascio alla bellezza delle immagini.
Qui a Napoli abbiamo solo il nostro Vesuvio con il suo pennacchio di neve
Dopo il pranzo di Natale in famiglia parti’ per raggiungerlo. Arrivai che era già sera. Bisceglie era splendida di notte con tutte le mure di pietra bianca. Arrivammo fino al mare: era così limpido e calmo, l’acqua trasparente era invitante come se fosse estate. In piedi sulle pietre del lungomare ci baciammo mentre un tipo che aveva fatto pesca subacquea usciva in quel momento dall’acqua, lo vedemmo ma divertiti non ci fermammo e facemmo l’amore li, di fronte al mare. Avrei dovuto lasciare una scarpa sulla riva, forse così il destino avrebbe fatto il suo corso. Dovevamo trascorrere le vacanze natalizie insieme, invece il giorno dopo aspettai che si svegliasse e dissi: io vado …
Io: Daniela ma basta !!!!! Stai ancora a pensare a lui !!!!! Sei ridicolaaaa
Me: non sono io !!!! è lui che continua a gironzolare nei miei ricordi !!!!!! Poi il tempo rende tutto piu bello …
Io: ma se era uno psicopatico !!!!!!
Me: dici ? … a me sembrava un bravo ragazzo, diceva che cercava la compagna per la vita, che si voleva sposare …
Io: ma non con te !!!!!
Me: …. infatti, me lo diceva sempre. Hai ragione. Sono psicopatica io. Auguri. Buon Natale, me ne vado …
Capita in modo naturale: mi ritrovo con gli occhi chiusi e le immagini di momenti vissuti che scorrono, e allora sorrido, senza rendermene conto. Col tempo sono tutti belli i ricordi degli amori vissuti, ogni istante, anche le amarezze e le delusioni.
Non sono capace di risentimento e se ho sofferto penso sempre sia stata una mia scelta. I miei sentimenti sono come un fiume, non finiscono e continuano il loro corso scorrendo sotterranei, fino ad ora mai sfociati in un mare, immenso, capace di accoglierli, raramente diventano un affetto che si stempera nell’ amicizia. Per ora sono ferma qui, by this river.
Stop by this river (Brian Eno)
Siamo qui/ ipnotizzati da questo fiume/ tu ed io/ sotto un cielo che continua a cadere giù/ attraverso il giorno/ come se fossimo in un oceano/ aspettiamo qui/ senza ricordare perche siamo venuti/ Mi domando perché siamo venuti/ Tu mi parli/ come da una grande distanza/ Ed io rispondo/ con sensazioni/ prese da un altro/ un altro tempo.
“Non vedi piú il tuo insieme?
L’inizio è dimenticato,
il centro mai posseduto,
e la fine fatica a venire”
Gottfried Benn ( ringrazio Tittideluca di Poesia in rete che mi ha fatto conoscere questo poeta)
Sono Daniela, benvenuti nel mio blog. Questo è il mio spazio dedicato a chi s’innamora delle opere d’arte, a chi crede nella bellezza, a chi riesce ad avere un dialogo muto ammirando lo spettacolo della natura o leggendo una poesia.
La mia città è Napoli, sono stata restauratrice e attualmente docente di storia dell’arte, sono segno zodiacale Pesci, la mia casa è il mare il mio elemento l’acqua. Grazie per essere qui.
"A volte di coppie non si può parlare, ma d'amore sì, altre volte di coppie sì, ma non d'amore, ed è il caso più ordinario", p. 1386, R. Musil, 'L'uomo senza qualità'