Il risveglio


La mattina verso le cinque mi sveglio, un nodo mi stringe la gola e lo stomaco. Allora mi alzo, faccio il caffè e con la gatta sulle ginocchia fumo la prima sigaretta. Oggi ho capito cos’è: non è insonnia, non è fame (sono a dieta), non è ansia. È il dolore, l’ho riconosciuto, ci convivevo senza capirlo, e ho capito anche perché è lì: non ha voce, sta lì bloccato tra la gola e lo stomaco. Posso dire che sono mesi che sto bene, nella pace dei sensi: non provo nulla, non ho desideri, non ho nulla da dire e nulla mi turba. Quel nodo sta lì soffocato, lo so  … e so anche perché e cosa vorrebbe urlare. Ma l’ho già fatto e ora non c’è più niente da dire. Ognuno convive con il proprio dolore, non tutti ne sono consapevoli. Tolstoj disse: tutte le famiglie felici si somigliano, ognuna è infelice a modo suo.

Piove stamattina, sto a casa con le mie capriole di fumo.

Nodo


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Inutile è il silenzio
la distanza, il tempo.
Ascolta ben,
le senti?
Son le nostre anime
si parlano,
mentre noi litighiamo
discutiamo, non capiamo,
ridono di noi.
Ci confondono.
Quando sia successo
non sappiamo
che si son toccate
e fuse, e libere
da noi e dal mondo
incuranti
se ne vanno.
E anche quando noi
più non ci vedremo
loro insieme
resteranno.

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