Tutta colpa dei grattini…


Avevo conosciuto Carunchio a settembre, il legame che s’instauro fu naturale, privo di forzature e imbarazzi. Ci scrivevamo ogni giorno e ci sentivamo la sera al telefono. Ad ottobre ci rivedemmo ma io avevo maturato una convinzione: volevo prendere le distanze, c’era troppa assiduità nel rapporto e io iniziavo a sentirmi coinvolta.

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Era la prima volta che usavo una chat e lui era stato il primo che avevo conosciuto. Volevo avere altre esperienze, maturare il mio rapporto con gli uomini, far emergere la mia femminilità. Avevo incontrato altre persone ma non mi era piaciuto nessuno. Solo un invito accettai, un fine settimana a Praiano, in Costiera Amalfitana, ma a lui non lo dissi. Non ero tenuta a dirlo, eravamo entrambi liberi e d’altronde lui sulle sue esperienze era molto vago, confusionario e reticente. Sapevo che aveva altre relazioni, ma io non chiedevo e lui non mi diceva niente. Prediligeva le amicizie femminili, ne aveva diverse e le definiva “relazioni affettive costruite nel tempo” poiché iniziavano con attrazioni sessuali e sfociavano poi in rapporti amichevoli che potevano contemplare sporadici e occasionali rapporti sessuali. Io non avevo nessuna intenzione di far parte dell’ harem !!!! Avevo da subito chiarito che io non ero sua amica, e che davo un valore diverso all’amicizia soprattutto fra uomo e donna.

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Amori sfigati di Chiara Rapaccini

Trascorremmo tre giorni a Paestum ad Ottobre. La sera a cena ad Agropoli Vecchia gli spiegai appunto la mia esigenza di distacco e gli dissi anche che avevo già avuto un’altro, oltre a lui … Non battè ciglio, si alzò dal tavolo e si allontanò per una telefonata, per un’ora circa. Tornò tranquillo, la situazione era serena, ci godemmo il resto della serata.

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Agropoli Vecchia

Il giorno dopo era un po taciturno, pensai fosse normale, in fondo ci conoscevamo pochissimo e non sapevo che tipo era. Eravamo stati tutto il giorno al mare; nel pomeriggio eravamo ancora in spiaggia (e lui sempre taciturno … ) quando ad un certo punto mi chiese di fargli un po di grattini.

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Essere o non essere?

Vidi che si era seduto di spalle, e allora mi avvicinai e con delicatezza (e assoluta improvvisazione) iniziai ad accarezzargli la schiena. Nun’se po spiegà in che modo si girò verso di me …

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T’HOOO DETTO GRATTINI !!!!!!!!!!!!!!

Nero come il catrame che ti ritrovi sotto i piedi, disprezzò le mie carezze dicendomi che … non sapevo come toccare gli uomini.

Mia reazione, in successione: ferita nella mia femminilità mi misi a piangere, poi mi alzai e gli dissi “sei uno stronzo stai lontano da me”.

E qui m’ha fregata !!!!!! Mi chiese scusa e disse “LA MIA PORTA È APERTA PER TE” E io gli ho credutooo!!!!! mannaggia la p…………..aaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!! Ma quanto so’ scema !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Le distanze  !!!!!!! Io volevo le distanze, come ho fatto a cadè in stò tranello??? Sto ancora a pensà a li grattini, ma te la dovevo scorticare a unghie quella schiena!!!!!!!!!

Tutta colpa di quei maledetti grattini. Gli dicevo “non li so fare” e finiva lì quel pomeriggio del mese di ottobre, lui se ne partiva e spariva dalla mia vita così mi sarei risparmiata tempo energie parole discussioni, non avrei sprecato le mie emozioni, dato spazio ai miei sentimenti, riposto fiducia in una persona che si incazzava per dei ‘grattini’. Sò scema, sò proprio scema  …