
Una delle mie passioni sono i borghi antichi abbandonati. La meraviglia di questi luoghi è in diversi aspetti: non essendo più abitati non hanno subito cambiamenti dall’uomo con nuove costruzioni in cemento, le architetture sono immerse nella vegetazione (alcune case sono proprio invase e inaccessibili), il silenzio dovuto alla mancanza di persone fa apprezzare i suoni della natura: l’acqua dei ruscelli, il canto degli uccelli, il vento fra gli alberi. È bello girare tra le stradine, entrare nelle case e sentire la vita che il tempo fermo ha bloccato tra quelle mura. Uno dei borghi abbandonati più famosi è Rescigno Vecchia, chiamato “il paese che cammina”. La conformazione del terreno franoso ha sempre causato erosione e cedimento delle fondamenta delle costruzioni, ma i roscignoli non si arrendevano e ad ogni frana ricostruivano le case spostandosi. Le frane più disastrose sono state quelle del 1600 e 1700, poi agli inizi del ‘900 furono costretti a lasciare definitivamente, contro la loro volontà, il paese. Il periodo ideale per visitarlo è in Primavera poiché il colore verde della vegetazione risalta contro la pietra grigia delle case, e le strade sono invase dai ruscelli che scendono dalla montagna. D’estate è tutto secco invece, niente erba e niente acqua per le strade, c’è più gente e si perde tutto l’incanto.


