Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo


(Nella foto: dipinto di Jeremy Lipking)

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando te ne andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle, allora. Perché tu eri solita
camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sulle ginocchia, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;
ricordarmi così, coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi – perché così ti vedo più profondamente. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun Paradiso.

Ghiannis Ritsos

Jannis Ritsos – gomitolo di piume


(Dipinto di Ramon Casas i Carbo)

GOMITOLO DI PIUME 

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo

mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.

Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata

a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,

gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani

sui ginocchi, mettendo in mostra provocante

i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;

ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli

che mi coprono gli occhi – perché ti vedo più profondamente così. Dunque,

come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così

sotto i bianchissimi meli in fiore in nessun paradiso.

 

“quando andrai”, quando più non ci sarà la possibilità di vivere concretamente l’oggetto del desiderio, quel corpo che  è stato vissuto tacendo (e in questa parola c’è tutto il senso della composizione), sentirai dentro di te quello che hai provato su quel corpo, ma non ci saranno parole per poter descrivere: anche se vorrebbe, la “poesia non ha voce” . “Devi ricordarmi così… coi piedi sporchi e i capelli che coprono gli occhi… perché ti vedo più profondamente così “. Lei aveva gli occhi coperti ma lo vedeva bene, profondamente. Lui vedeva soltanto dei piedi sporchi. Dunque, nel ricordo, al poeta non resta che il silenzio e confessare che la più alta poesia erano quei piedi, “bianchissimi meli in fiore “(e non sporchi e impolverati); in nessun Paradiso la Poesia ha mai camminato così, cioè era perfettamente espressa come in quei piedi. Il corpo che il poeta vedeva era un “gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia”, una donna che camminava a piedi nudi e diceva “ricordami così”, quasi un ammonimento all’uomo che la guarda sapendo che domani non ci sarà e resterà solo il ricordo. Ma di cosa? La sua dolcezza e passione, piume seta e fiamma selvaggia, il dono di sé ad un uomo che lo ha vissuto tacendo e che ora non può dire più nulla.