Mia giovinezza


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Mia giovinezza

Non t’ho perduta. Sei rimasta, in fondo
all’essere. Sei tu, Ma un’altra sei:
senza fronda né fior, senza il lucente
riso che avevi al tempo che non torna,
senza quel canto: Un’altra sei, più bella.

Ami, e non pensi esser amata: ad ogni
fiore che sboccia o frutto che rosseggia
o pargolo che nasce, al Dio dei campi
e delle stirpi rendi grazie in cuore.

Anno per anno, entro di te, mutasti
volto e sostanza. Ogni dolor più salda
ti rese: ad ogni traccia del passaggio
dei giorni, una tua linfa occulta e verde
opponesti a riparo. Or guardi al Lume
che non inganna: nel suo specchio miri
la durabile vita. E sei rimasta
come un’età che non ha nome:
umana tra le umane miserie, e pur vivente
di Dio soltanto e solo in Lui felice.

O giovinezza senza tempo, o sempre
rinnovata speranza, io ti commetto
a color che verranno: – infin che in terra
torni a fiorir la primavera, e in cielo
nascan le stelle quand’è spento il sole.

Ada Negri

La foto che ho pubblicato è della fotografa Annie Leibovitz, famosa per aver ritratto tutti i personaggi più importanti del Novecento. Quella che vedete ritratta è Vivienne Westwood con il marito Andreas Kronthaler. Lei è una famosissima stilista che negli anni ’70 a Londra creò lo stile punk, non come moda, era il suo modo di essere. Nel 1962 sposa Derek Westwood da cui prende il nome. Nel 1971 inizia una relazione con Malcom McLaren, manager dei Sex Pistols, band punk rock, e apre il suo primo negozio. Nel 1988, insegnante alla Scuola d’Arte di Vienna, incontra Andreas, un suo studente: lei 47 anni e lui 22.

Da allora vivono e lavorano insieme, nel 1992 si sposano. Venticinque anni di differenza, ma Vivienne non ha età, ha superato il tempo, e Andreas continua a darle amore come un dono, capace di cogliere la straordinaria bellezza di una donna che ha sempre vissuto il corpo come scandalo e provocazione.
Io la ammiro, deve avere una forza straordinaria perché ha avuto il coraggio di vivere un amore con un uomo molto più giovane di lei senza la paura del tempo. Io al suo posto mi sentirei straziare se il mio uomo mi guardasse e vedesse non me ma una vecchia. Io ho paura del tempo che passa, della perdita della giovinezza.
Eppure so che giovinezza e bellezza non sempre sono un’unica cosa. Forse ho paura di chi mi guarderà e non vedrà quanto sarò ancora bella.

  

 

Madame x quando l’arte fa scandalo


Il dipinto di cui voglio parlarvi è di John Singer Sargent (Firenze, 12 gennaio 1856 – Londra, 17 aprile 1925). Conoscevo già l’opera ma non la sua storia.

Sargent era nato a Firenze nel 1856, figlio di un chirurgo americano Fitzwilliam Sargent e di Mary Newbold Singer, donna colta, appassionata d’arte e di letteratura. I genitori, grazie al benessere economico, si trasferirono in Europa per soddisfare la curiosità che esercitava il vecchio mondo da cui erano affascinati. L’Europa era dunque sinonimo di emancipazione e crescita culturale di fronte a quello che era visto come il vuoto provincialismo americano. Sargent, incoraggiato dalla madre, cominciò giovanissimo a dipingere. Crebbe tra l’Italia, la Germania, la Francia, la Spagna e la Svizzera.

Nel 1884 Sargent realizzò il suo vero capolavoro, il ritratto di Madame Pierre Gautreau, meglio noto poi come “Madame X”. Sargent aveva ventotto anni, e sperava, esponendo questo ritratto, di acquisire notorietà partecipando al Salon di Parigi.

La modella del ritratto era la bellissima Virginie Amélie Avegno (1859-1915). Aveva ventiquattro anni e anche lei era americana e di famiglia facoltosa. Si era trasferita da poco in Europa e sposato il ricco banchiere parigino Pierre Gautreau. Donna ambiziosa e vanitosa, conduceva una vita non priva di pettegolezzi sul suo comportamento in società e nella vita privata. Sargent insistette moltissimo per poterla ritrarre e alla fine lei accettò. Furono eseguiti numerosi studi della modella e, alla fine, dopo un anno, il suo dipinto venne realizzato. Ecco i disegni preparatori, con l’artista e il bozzetto dell’opera:

Nella tela di grandi dimensioni, circa due metri e mezzo di altezza, su uno sfondo marrone, emerge la silhouette della donna, in piedi, di profilo e la mano sinistra appoggiata a un tavolo. Ha un vestito di raso nero con un’ampia scollatura. Spicca in contrasto con l’abito nero la pelle bianca delle spalle e del collo. Il pallore, all’epoca, è alla moda e lei lo ha accentuava usando uno spesso strato di cipria gessosa chiarissima. La torsione del busto, il gesto elegante del braccio verso il tavolo, lo sguardo fiero e distaccato. Era il ritratto di una donna giovane che cosciente di sé ostentava la propria bellezza, sensualità, classe sociale ed eleganza.

Quando si apri`  la sala 31, dove il dipinto era esposto, fu subito uno scandalo sociale. La modella del ritratto non era anonima, era Madame Gautreau, che tutti conoscevano direttamente o per notorietà, una signora in vista dell’alta società parigina che si metteva in mostra sfrontatamente. Nella tradizione della pittura c’erano stati dipinti ben più erotici, ma il travestimento mitologico o l’ambientazione in altra epoca storica ne avevano mascherato la suggestione sensuale, e le modelle erano sempre donne non di alto rango sociale (attrici, cantanti). Qui, invece, Virginie infrangeva il codice di comportamento della “Parigi bene”. Il pubblico in sala sorrideva ironico o condannava con riprovazione. Lo scandalo venne riportato dai giornali scatenando le reazioni della famiglia di Virginie. I parenti sono sconcertati: la madre, indignata, pretende spiegazioni e fa una sfuriata pubblica a Sargent. Ma quello che piu destò scalpore fu il particolare di una spallina dell’abito scivolata sulla spalla: dettava fantasie morbose. L’artista fu costretto a modificare il dipinto ridipingendo la spallina e cambiando il nome in “Madame X “, ma fu tutto inutile.  Il dipinto venne ritirato dal Salone, Sargent andò via a Londra, Virginie venne esclusa dalla buona società ritirandosi a vita privata.  Ecco il dipinto dopo il restauro alla spallina:

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Era il 1884 quando successe lo scandalo. Sei anni dopo Virginie si fece ritrarre nuovamente da Gustave Courtois:

89c8c1f64aba06b27934bb3fefd17370Come nel dipinto in precedenza, il ritratto mostra il suo volto di profilo. Indossa sempre un abito scollato ma molto più aperto sul décolleté e il cinturino pende sulla spalla. Questa volta, tuttavia, il ritratto è stato ben accolto dal pubblico. Nel 1897 Virginie posò ancora una volta per un ritratto in piedi, quello che sarà la sua versione preferita, dipinto da Antonio de La Gándara.

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