Madre, Sibilla senza Tempo
un tempo il tuo richiamo ho spento
e ora fa paura la tua voce
perché non conosci il mondo
ma l’istinto della croce.
Feroce, non hai occhi
non hai braccia
non hai sesso.
Nel limbo scisso
chino il capo
sul mio amore
risolvi
assolvi
in colpa
il mio destino
tua progenie
senza nome.

c’è ‘passione’ accorata nell’intensità di questi tuoi versi
mi colpisce molto “l’istinto della croce”, come un incrocio tra genesi e morte di cui solo natura conosce il senso
ti racconto una cosa apparentemente insignificante, ma l’ho ricordata leggendoti
qualche giorno fa ero al mare e su una tettoia verde che sporge sotto al pontile c’era una rivista d’arte che era caduta a qualcuno e non era stata recuperata. La pagina aperta riportava l’immagine della grande madre. Il mare batteva e batteva il sole tra le lamiere.
Notte e grazie per aver rieditato questi tuoi versi
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Sapevo che avresti capito il senso di questi versi, la natura ha dato a noi donne qualcosa che ci travalica e che appartiene alla Terra, genesi e morte appunto, e subiamo nostro malgrado il suo richiamo. Grazie
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Mi permetti di farne un montaggio come son solita fare, Daniela?
Naturalmente ti cito.
BUON 2017
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È un onore Marzia !!!!! Sapevo e ho visto i tuoi montaggi, sono contentissima che tu abbia preso in considerazione un mio scritto. Ti ringrazio tantissimo !!!!! ❤
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Marzia grazie, esprime in tono drammatico il mio rimpianto per una mancata maternità. Immagini e musiche molto struggenti.
Complimenti 😘👍
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Ho solo interpretato il tuo sentire…
Felice che ti sia piaciuto il montaggio e le mie scelte.
🙂
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